Iniziamo subito dall’aperitivo, il fulcro della vita sociale dei padovani.

Il Veneto si sa è la patria del Prosecco, coltivato principalmente sulle colline del trevigiano, e dell’aperitivo Spritz, cocktail di fama ormai mondiale, che ha valicato i confini regionali per imporsi nei bar di tutto il paese e ancora oltre, nei migliori cocktail bar del mondo.

Creato a Venezia, lo Spritz è il risultato di una equilibrata miscela di Aperol, invenzione dei padovani fratelli Barbieri, o del veneziano Select, o ancora di Cinar (il preferito di vecchi e intellettuali) o in alternativa di Campari (per chi ama i sapori forti),  ciascuno mescolato a prosecco e addolcito da una spruzzata finale di seltz o soda. L’etimologia ci riporta alla dominazione austriaca del lombardo-veneto e all’abitudine dei dominatori di bere alcolici a bassa gradazione. Per questo l’aperitivo veniva “spruzzato” (spritzen in tedesco) di soda, proprio per allungarlo.

Lo Spritz o il prosecco  ben si accompagnano a tartine che i local chiamano spuncioni (a Padova) e cichetti (a Venezia).

Street food e cibo veloce:

Per gli spuncioni, che ricordano molto le tapas spagnole, fate un giro sotto il Salone, in Piazza delle erbe o della frutta o in Piazza del capitanato, oppure nel ghetto (Corte sconta) per un’ombretta de vin. C’è davvero l’imbarazzo della scelta e una grande varietà, dai carciofini sott’aceto artigianali alla fetta di pane carica di baccalà mantecato, dai fritti alle sarde in saòr. Preparatevi alla folla, gli studenti sono appassionati di aperitivo. Tra i vari posti segnaliamo L’anfora.
Il posto migliore per i tramezzini, altro orgoglio cittadino, è il Bar Nazionale, in Piazza della frutta. Arrosto e melanzane, salmone e uova, porchetta, cappuccio soppressa e fontina, rigorosamente caldi, i migliori. Sempre ripieni di un morbido strato di deliziosa maionese fatta in casa, una garanzia in ogni stagione dell’anno. Da accompagnare a uno spritz o a un bicchiere di prosecco, ma potete osare anche un’acqua tonica. Non preoccupatevi, non vi guarderanno male. Sono abituati ai turisti!
La famosa Folpetteria (da “folpo”, polpo) in Piazza della frutta è una storica bancarella specializzata in pesce e polpetti fritti. Aperta la sera.

Ristoranti:

In centro città troverete una manciata di ristoranti storici (Isola di Caprera), qualche ristorante etnico, pizzerie (Orsucci in zona Prato della Valle, Pago Pago o un po’ più fuori mano ma con comodo parcheggio esterno Frésco), qualche osteria e poco altro. Se siete amanti dei bolliti provate quelli del Ristorante Da Giovanni (notevole anche la pasta fresca fatta in casa).

La grande verità è che i padovani hanno l’abitudine di spostarsi in auto per andare a mangiar fuori e la stragrande maggioranza dei ristoranti si trova fuori città.

Dalle parti di Legnaro e Saonara troverete una concentrazione di trattorie specializzate in carne di cavallo (da Savio, da Poida Mario), in laguna ristoranti di pesce, crostacei e molluschi della Laguna (uno per tutti, La stella a Campagna Lupia, imperdibile l’anguilla ai ferri e in stagione le canocie) mentre sui colli di tutto e di più, dai funghi agli animali da cortile, altra specialità regionale.

Dolci:

Se siete appassionati di dolci sarete senz’altro incuriositi dal dolce del Santo, che trovate esposto nei negozi di souvenir intorno a Piazza del Santo. Gli zaeti (biscotti a base di farina di mais e uvette), sono dolci poveri della tradizione veneta invece più elaborato il millefoglie (specialità della pasticceria Graziati) o l’incredibile setteveli (baluardo della pasticceria Biasetto). A carnevale non perdetevi le deliziose frittelle arricchite di uvette e ripiene di zabaione (fritoe) e le chiacchiere (galani).

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