Siamo tutti d’accordo, il mini acquario di Milano è poca cosa in confronto al maestoso acquario di Genova -che vanta pure, udite, udite, il terrore di tutti i mari, sua maestà lo squalo- ma a noi milanesi piace così. Ci piace perché ogni volta che entriamo siamo sommersi dai ricordi, di tutte le volte che ci siamo stati da piccoli e di quando invece ci abbiamo portato per la prima volta i nostri piccoli. E poi ci piace la location, davvero molto speciale. L’acquario, ospitato tra le mura di un delizioso edificio liberty e impreziosito di sculture e maioliche a tema marino, fu costruito in occasione dell’esposizione internazionale del 1906 e fu poi ristrutturato negli anni ’50 in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Ci piace la sua prospettiva così teneramente local, che ripropone ambienti e fauna tutti italiani e ancora più intimi, a km 0, squisitamente regionali. Quindi focus sugli ambienti fluviali, torrentizi e lacustri lombardi e una panoramica più generale sulle zone litoranee e marittime della nostra penisola.

Il percorso espositivo lungo la pianta ellittica dell’edificio idealmente segue la corrente del fiume, dalle montagne al mare, ma nulla vieta di procedere in senso inverso, risalendo la corrente.

La struttura rende anche più semplice rincorrere i propri bambini mentre compiono più e più volte il giro dell’acquario, cercando di attirare l’attenzione delle trote, soffermandosi davanti agli enormi storioni che si grattano la pancia sul fondale sabbioso, passando e ripassando sotto il tunnel vetrato per ammirare l’eleganza delle razze che ondeggiano leggiadre sopra le nostre teste (e soprattutto lo smile sulle loro pance bianche…), restando ipnotizzati davanti alle stelle marine appiccicate contro i vetri o davanti ai piccoli oblò blu dove danzano le meduse -potrebbero essere un fantastico screen saver…
L’highlight di questo delizioso museo è senza dubbio la vasca che ospita le varietà tropicali, pesciolini esageratamente colorati che schizzano da una parte all’altra mentre orde di bambini eccitati incollati al vetro urlano “Guarda! C’è Dori! Marlin! E Nemo!”. Abbiate pazienza, qui c’è sempre la coda e il pavimento è davvero consumato. (N.b La vasca con le varietà del Mar Rosso è stata posizionata nell’acquario per mostrare una possibile evoluzione della fauna marina italiana in un prossimo futuro, in conseguenza del cambiamento climatico e dell’innalzamento delle temperature).
Il piano superiore ospita una sala espositiva con alcuni strumenti di pesca e tanti uffici. Se la giornata lo consente si può proseguire il giro anche all’esterno, per sbirciare i pesciolini che abitano gli stagni del giardino e fare poi tappa all’area giochi del Parco Sempione.

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